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Sabato 24 Ottobre 2020

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SUPPORTO ATTUAZIONE PPCS

Quesiti su aspetti normativi
  • Posso utilizzare dei materiali innovativi nel rifacimento della facciata del mio immobile?

    La possibilità di introdurre nuovi materiali in centro storico non è esclusa in maniera assoluta. La selezione e la scelta di materiali, di tecniche costruttive, va effettuata coerentemente con la cultura materiale del luogo, privilegiando la salvaguardia e il recupero del patrimonio edilizio. I materiali e i prodotti utilizzati per la manutenzione e il recupero degli edifici storici e dei loro elementi devono essere analoghi a quelli originari o con essi congruenti e compatibili. Quando non risulti possibile l'integrazione di identici elementi o parti della facciata, si ricorrerà all'impiego di prodotti che soddisfino le stesse prestazioni funzionali ed estetiche e di cui siano sperimentati i requisiti di compatibilità e durabilità.

    In merito all'installazione di lucernari, qualora le dimensioni delle falde del tetto non siano sufficienti a garantire le prescrizioni di arretramento dal colmo e dal muro perimetrale è possibile avere una deroga?

    Al momento non è contemplata la possibilità di installare lucernari in deroga alle prescrizioni del PPCS.

    Che tipo di tende parasole si possono installare?

    L'inserimento delle tende dovrà essere pienamente coerente con i caratteri compositivi della facciata; i materiali e i colori devono essere coerenti con il contesto urbano storico di riferimento (tinta unita, assenza di scritte pubblicitarie, marchi e immagini non inerenti l'attività); è consentito e consigliato l'utilizzo di tende in tessuto impermeabile naturale ovvero sintetico purché dotate di sistemi a scomparsa del tipo manuale o con automazione.

    È sempre consentita l'installazione di antenne per la telefonia?

    No, non è possibile installare antenne su organismi edilizi ai quali è stata attribuita la Classe di Valore I. L'installazione di nuove antenne per la telefonia mobile deve essere preceduta dall'approvazione di un piano di rete che prenda in considerazione le antenne esistenti di tutte le società. Il piano dovrà prevedere l'eliminazione delle antenne preesistenti, il cui mantenimento è lesivo dei valori paesaggistici tutelati. Le antenne, in generale, non potranno emergere oltre l'ultimo livello abitabile per più di m 2,00 e qualora mascherate da finti camini, questi ultimi dovranno avere le stesse dimensioni e proporzioni dei camini tradizionali.

    Quando può essere concessa l'installazione di insegne d'esercizio in deroga alle prescrizioni ordinarie, nel rispetto dell'art. 66 delle NTA del PPCS?

    Le deroghe sono concesse per motivi di carattere estetico, architettonico ovvero tecnico proponendo soluzioni alternative appropriate e, con riferimento ai materiali, innovative. L'amministrazione verifica la pregevolezza della soluzione proposta in termini di inserimento nell'edificio e di contributo migliorativo apportato all'ambiante urbano circostante

    Posso installare una pergola in Centro Storico?

    I pergolati, così come i gazebo, possono essere collocati quali elementi di arredo all'interno di giardini e terrazze, purché siano previsti con disegno semplice privo di eccessivi elementi decorativi e di ingombro limitato, tale da non alterare i caratteri della sistemazione a verde preesistente nel caso dei giardini e da non ledere i caratteri morfologici delle coperture nel caso delle terrazze.

    Quali sono gli interventi possibili negli ambiti di ricomposizione urbana, in un lotto privato, oggi vuoto urbano adibito a parcheggio? In particolare il singolo può presentare un progetto di trasformazione dell'area?

    Per tali ambiti il Piano risulta adottato e sottoposto a procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che potrebbe apportare, a conclusione dell'iter, delle modifiche alle attuali previsioni. Le norme per gli ambiti di ricomposizione e riordino al momento prevedono che lo studio riguardi l'intera area e un intervento di trasformazione in un lotto privato può essere realizzato solo se previsto nella scheda che disciplina l'attuazione. Al momento non è possibile anche se la scheda prevede la realizzazione di volumetria. Il singolo può intervenire con proposte già in questa fase, soprattutto nell'ambito della citata procedura VAS.

    Nel caso di un immobile in classe di valore III, nello specifico un rudere, con scheda di intervento, se previsto nelle due proprietà distinte, la progettazione deve riguardare entrambe le proprietà oppure può essere presentata dal singolo proprietario? E se la dimostrazione storica del preesistente accerta una consistenza volumetrica maggiore di quanto previsto nella scheda, può essere consentita la ricostruzione di tutta la volumetria preesistente del periodo prebellico?

    La scheda di Piano prescrive, a prescindere della presenza di più proprietà, il rispetto di alcuni parametri urbanistici; in particolare sono fissati limiti di carattere dimensionale quali allineamenti, altezze massime, volume massimo, n° di piani, ecc. Si chiarisce che tali schede non sono ancora operative, attualmente per gli organismi edilizi in classe III di trasformazione il Piano è solo adottato pertanto deve concludersi la procedura di approvazione del Piano, compresa la VAS. Quanto a una eventuale dimostrazione storica di una maggiore consistenza volumetrica, questa non dà luogo al diritto di edificare maggiori volumetrie rispetto a quelle prescritte nelle schede che discendono dalla ponderazione di tutti i fattori incidenti nel Piano.

    Quando il Piano attribuisce all'organismo edilizio una classe di valore e la zona urbanistica “AG” quali sono gli interventi che si possono fare e a quale norma devo fare riferimento?

    Le due classificazioni sono tra loro indipendenti. Infatti con le classi di valore sono state valutate le caratteristiche architettoniche dell'immobile, indipendentemente dalla destinazione d'uso e sulla base del valore attribuito sono stati individuati gli interventi ammissibili. Con la classificazione “AG” nel PPCS viene indicata la sottozona urbanistica della zona “A” che individua le destinazioni d'uso compatibili per quell'immobile; in particolare nelle NTA all'art.8 è così definita: “AG: parti del territorio destinate a edifici, attrezzature e impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale”.

    Posso modificare il prospetto per realizzare o adeguare l'autorimessa?

    Nelle classi IIB e III è ammessa la trasformazione parziale o totale dell'edificio, prevedendo varchi di ingresso e di uscita distinti aventi una larghezza minima di m 2,50, a meno di ulteriori prescrizioni da parte delle vigenti normative in materia di sicurezza e antincendio. Per le sottoclassi IIB, a condizione che risultino coerenti con la struttura della facciata e motivate da imprescindibili necessità funzionali e, comunque, vengano previsti interventi di mascheramento.
    Negli edifici di classe I e IIA la realizzazione di parcheggi pertinenziali ai piani terra, seminterrato e interrato è ammessa a condizione che siano pienamente rispettate tutte le prescrizioni previste al Capo II del Titolo IV  per le suddette classi. In particolare sono ammesse modifiche alle bucature del basamento del fronte principale per i necessari adeguamenti, che in ogni caso devono essere coerenti con la partitura delle bucature dell'intero fronte.
    I cancelli e le serrande devono essere sempre di tipo automatizzato in modo da favorire la rapida immissione dei veicoli.
    Inoltre, occorre precisare che tale intervento è soggetto ad autorizzazione paesaggistica semplificata in quanto ricade nell’allegato B di cui all’art. 3 comma 1 del D.P.R. 31/2017 in quanto comportante alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche morfo-tipologiche dei materiali o delle finiture esistenti (modifica delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione di aperture esterne).

    In centro storico sono ammessi gli impianti fotovoltaici? Se si, in quali casi e con quali condizioni sono ammessi?

    Per tali interventi il Piano risulta adottato e sottoposto a procedura di VAS che potrebbe determinare, a conclusione dell'iter, delle modifiche alle previsioni attuali.
    La disciplina normativa puntuale di tali installazioni deve avvenire attraverso la redazione di specifico Regolamento attuativo.

    Nel caso che l'intervento interessi una Unità minima di Intervento (UMI) che ricomprende più proprietà, si può intervenire solo sulla singola proprietà?

    Il Piano prevede che gli interventi edilizi siano obbligatoriamente riferiti all'intera UMI. Nel caso di specie, si può intervenire solo su una parte dell'immobile quando gli interventi sono tali da non compromettere la qualità architettonica e paesaggistica complessiva della UMI. Quindi è necessario che la progettazione di un intervento parziale abbia a monte un'analisi delle caratteristiche dell'intera UMI, valutata in funzione al tipo e importanza dell'intervento.

    Nelle strade del centro storico può essere autorizzata l'installazione su strada di cartelli indicatori di edifici storici privati al fine del loro raggiungimento con facilità?

    Nel centro storico l'apposizione di insegne e della cartellonistica pubblicitaria è regolamentata dall'articolo 66 delle N.T.A. del Piano Particolareggiato vigente. Lo stesso articolo prevede l'approvazione di uno specifico Regolamento attuativo e nelle more della redazione dello stesso le uniche forme «di richiamo pubblicitario ammesse sono collegate a servizi pubblici e turistici, o per manifestazioni pubbliche in casi di particolare interesse pubblico generale».

    La sostituzione di infissi esterni è considerata manutenzione ordinaria o straordinaria?

    Rientrano nella manutenzione ordinaria  (art.10, comma 1, lettera b), punto xii delle NTA del PPCS) gli interventi di “riparazione, rinnovamento e sostituzione di infissi esterni (finestre e  portefinestre), serramenti (portoni, cancelli e porte d’ingresso) e persiane senza alterazione delle aperture e modifiche della tipologia di serramento” e nella manutenzione straordinaria (art.10, comma 2, lettera b), punto x delle NTA del PPCS) gli interventi di “sostituzione di infissi esterni (finestre e  portefinestre), serramenti (portoni, cancelli e porte d’ingresso) e persiane senza alterazione delle aperture”. L'inquadramento dell'intervento di manutenzione nella categoria ordinaria o in quella straordinaria dipende dal fatto che siano o non previste alterazione delle aperture e e modifiche della tipologia di serramento.

    È possibile che sia previsto un ampliamento volumetrico nel caso di un edificio post-bellico che risulti di scarsa consistenza volumetrica rispetto agli edifici contigui?

    Un organismo edilizio con criticità di tipo morfologico dovute alla scarsa consistenza volumetrica rispetto agli edifici contigui, nel Piano Particolareggiato del Centro Storico (PPCS) è attribuita la classe di valore IIIB.1 (trasformazione) e rientra nella parte di Piano adottato non ancora efficace, per le quali  vigono le misure di salvaguardia ai sensi della L. 1902/1952 e restano in vigore le disposizioni del Piano Quadro del Centro Storico (PQCS) e l'art.52 comma 1 lettera a) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Paesaggistico Regionale (PPR), che  consentono unicamente, per le parti del piano particolareggiato non ancora approvate definitivamente, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia interna. Nel caso di specie la norma adottata, quantifica la volumetria massima realizzabile in ampliamento.

    Se una unità minima di intervento (UMI) comprende più corpi di fabbrica è possibile prevedere un intervento limitato ad un singolo corpo?

    Gli interventi devono essere riferiti, obbligatoriamente, a tutta l'unità minima di intervento (UMI) così come individuata nell’allegato Eg 023 del PPCS, e così come previsto nell'articolo 18 delle citate NTA del PPCS, ad  eccezione di quelli che hanno una rilevanza ed incidenza solo su parte dell'immobile, come le manutenzioni  ordinare e straordinarie che non alterano lo stato dei luoghi. La rappresentazione grafica deve essere estesa  all'intera UMI, e supportata da ampia documentazione fotografica dei corpi di fabbrica presenti degli spazi pertinenziali.

    Posso realizzare nuovi lucernari su coperture che si trovano immediatamente sotto le mura dei diversi bastioni del centro storico?

    Il piano particolareggiato del centro storico riconosce una particolare valenza storico, culturale, architettonica, archeologica e etnoculturale alla “cinta muraria” ed alle aree contermini ricomprese all’interno dei comparti come individuati nell’elaborato Etg 014.B – Il sistema della città murata – Materia, valori, strategie. La normativa di tutela di tali comparti è stata introdotta con l'articolo 53 e delle NTA del PPCS e con il citato elaborato “Etg 014.B “ dove  sono stati individuati dei comparti con tre livelli di tutela: aree a tutela integrale, aree di rispetto e aree a prevalente tutela paesaggistica. Gli ambiti di tutela integrale sono rappresentati dalle aree riconducibili al sistema della città murata, gli ambiti di rispetto includono le aree di diretta pertinenza del sistema murato e gli ambiti a prevalente tutela paesaggistica comprendono aree fortemente correlate al paesaggio delle mura. Gli immobili che si trovano immediatamente ai piedi delle mura storiche rientrano negli ambiti di diretta pertinenza del sistema murato interessati da fasce di attenzione e di rispetto che necessitano di attente riflessioni sulla conservazione delle visuali paesaggistiche da e verso le mura. Per l'installazione di nuovi lucernari, è pertanto necessario prestare estrema cautela in considerazione della posizione del tetto rispetto alle mura del Bastione e e dei notevoli valori paesaggistici interessati. Tale normativa rientra nella parte di Piano adottato, non ancora efficace, dove vigono le misure di salvaguardia ai sensi della L. 1902/1952 e restano in vigore le disposizioni del Piano Quadro del Centro Storico (PQCS) e l'art.52 comma 1 lettera a) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Paesaggistico Regionale (PPR).

    Ci sono incentivi per interventi mirati alla conservazione o alla riqualificazione del patrimonio storico?

    Oltre agli incentivi regionali per i centri storici ex Legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29, il piano particolareggiato prevede all'art.25 delle NTA agevolazioni di tipo economico per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche per attività edilizia e cantieri da inserire nel regolamento comunale per l'applicazione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (C.O.S.A.P.).

    Qualora un edificio prebellico di classe IA (conservazione) abbia alterazioni tali da essere palese la sua reale appartenenza alla classe di valore IIA (riqualificazione) posso presentare ugualmente un intervento di riqualificazione?

    Nel caso prospettato il piano particolareggiato prevede misure correttive da apportare allo stesso. La correzione dell'attribuzione della classe di valore rientra tra le fattispecie che costituiscono variante da approvarsi attraverso un'unica deliberazione del Consiglio Comunale a condizione che venga dimostrato che la diversa classificazione è il frutto di un errore materiale. Al momento si deve attuare il PPCS prevedendo gli interventi ammessi dalla classe di valore attribuita della conservazione, compresa l'eliminazione di volumi incongrui rispetto al contesto storico di riferimento.

    È possibile realizzare nuovi lucernari, come previsti nell'art.78 comma 4, lettera d) per illuminare e aerare vani non abitabili?

    Laddove non ricorre la necessità di garantire livelli minimi di arieggiamento e di illuminazione come nel caso   locali non destinati ad uso abitativo o alla permanenza di persone la realizzazione di nuovi lucernari non è ammessa nei tetti di edifici di classe IA. Infatti l’art. 34 delle N.T.A. del Piano Particolareggiato del Centro Storico (PPCS) vigente, in particolare il punto 2,9 delle NTA del PPCS dispone: che “nel caso di recupero di sottotetti a fini residenziali o per usi che richiedono la permanenza di persone è consentita la realizzazione di nuovi lucernari a falda a condizione che siano rispettate le prescrizioni dell’art.78”. La norma sopraindicata fa parte delle “disposizioni generali per gli edifici di classe IA.2” che hanno un livello di tutela più alto rispetto alle altre classi. Quanto previsto alla lettera d) del comma 4 dell'articolo 78 “ la somma delle superfici dei lucernari esistenti e/o progettati su una falda della copertura, misurata in proiezione orizzontale, non deve essere superiore al 5% della superficie della falda qualora abbiano la funzione di illuminazione ed aerazione di vani non abitabili“, ha carattere generale, e pèuò essere applicato previa verifica del rispetto di tutte le altre generali e specifiche disposizioni normative previste nel PPCS.

    È possibile installare delle ringhiere per delimitare uno spazio privato ad uso pubblico?

    Per delimitare uno spazio scoperto di pertinenza, qualora lo spazio, ancorché privato, risulti in stretta relazione con lo spazio pubblico, si ritiene ammissibile esclusivamente l'apposizione di adeguati indicatori di confine a basso impatto quali le borchie metalliche a pavimento adeguatamente forgiate.

    Possono essere modificate le bucature di un edificio di classe IA?

    Per gli edifici in classe IA, la modifica delle bucature è ammessa solo nei fronti secondari qualora “si dovessero rendere necessarie per adeguamenti alle normative di settore in materia di sicurezza, antincendio, etc, purché il loro inserimento avvenga in piena coerenza con la composizione architettonica dell'intero fronte”  (art.34, comma 2 punto 2.6 delle NTA del PPCS) mentre il fronte principale “deve essere conservato senza chiudere le bucature esistenti o realizzarne di nuove, ad eccezione del ripristino di quelle originarie, anche se occultate, e di tutti gli elementi che fanno parte del disegno storico dell'edificio” e la sola modifica alle bucature è ammessa   nei basamenti dei fronti principali, destinati ad attività commerciali, artigianali, direzionali o ad altre destinazioni d'uso diverse da quelle residenziali purché nel rispetto della partitura dell'intero fronte ed in piena coerenza con i caratteri architettonici dello stesso (art.34, comma 2 punto 2.4 e 2.5 delle NTA del PPCS). Sul fronte principale sono consentite modeste modiche alle bucature (porte e finestre) del basamento, quali ad esempio l’allungamento di finestre sino al marciapiede o allo zoccolo  nel caso di edifici di classe IIA.  (art.39, comma 2 punto 2.5 delle NTA del PPCS).

    Che differenza c'è tra la classe IIA.1 e la IIA.2?

    Nessuna, in quanto per la classe IIA non esistono delle sottoclassi; si tratta di un refuso normativo e l'errore materiale, presente negli artt. 39 e 40 delle delle NTA del PPCS sarà oggetto di correzione in fase di revisione delle stesse.

    Posso trasformare la copertura piana di un edificio di classe III.B?

    Nella classe IIIB ricadono i fabbricati postbellici incongrui; questi se caratterizzati “da criticità di tipo morfologico riconducibili alla configurazione della sagoma (fronti e/o copertura) ovvero alla scarsa consistenza volumetrica rispetto agli edifici contermini contigui” rientrano nella sottoclasse IIIB.1 e se, invece, costituiti da “edifici e dalle relative pertinenze caratterizzato dalla incompatibilità dimensionale” rientrano nella sottoclasse IIIB.2. In entrambe le sottoclassi sono ammessi interventi di trasformazione; al momento la normativa del PPCS è solo adottata e vale esclusivamente come norma di salvaguardia. Nelle more dell'approvazione del Piano Particolareggiato risulta vigente l'art.52 comma 1 delle NTA del PPR che prevede solo la possibilità di realizzare interventi fino alla manutenzione straordinaria e al risanamento conservativo.
    La modifica della tipologia del tetto, previa analisi delle tipologie delle coperture storiche presenti nel contesto di riferimento è ammissibile nei fabbricati caratterizzati da criticità di tipo morfologico riconducibile alla configurazione incongrua della copertura; sarebbe da valutare caso per caso se è presente anche la criticità  dovuta ad una scarsa consistenza volumetrica rispetto agli edifici contigui, avendo come riferimento la coerenza con gli organismi edilizi per i quali è prevista la conservazione.

    In centro storico posso realizzare soppalchi in cemento armato?

    Il PPCS esclude la possibilità di realizzare soppalchi in cemento armato in edifici costruiti in muratura ai sensi dell'articolo 69, comma 5 delle NTA del PPCS che dispone “in edifici costruiti in muratura (pietra, pietrame, mattoni, terra cruda, muratura mista ecc.) è vietata la realizzazione dei soppalchi mediante struttura potante in calcestruzzo armato o in solai latero-cementizi.”

    Per interventi di manutenzione delle facciate è richiesta una particolare documentazione progettuale?

    Il PPCS, nel caso di interventi di manutenzione delle facciate, prevede, per ogni tipo di regime abilitativo, che siano indicate con chiarezza le tinte prescelte per gli intonaci e/o gli infissi, nonché il colore naturale dei materiali lapidei  faccia a vista.  In particolare l'articolo 83 comma 4 delle NTA del PPCS prevede che il progetto deve comprendere:
    - “bozzetti di colorazione”: grafici colorati (in scala 1:100) con eventuali dettagli esplicativi in scala di rappresentazione differente;
    - una relazione contenente: la precisazione degli interventi che si intendono eseguire, la descrizione dei materiali previsti (sia per l'intonaco che per la tinteggiatura, che per gli infissi ed eventuali parti accessorie), le tecniche applicative e le tinte prescelte;
    - una documentazione fotografica, dello stato attuale con foto a colori della facciata e degli edifici adiacenti. Nel caso di decorazioni, sono richiesti anche ingrandimenti fotografici con particolari ravvicinati delle stesse.

    È sempre possibile sostituire un'insegna nel rispetto delle norme di cui all'art.66 delle NTA del PPCS?

    La sostituzione delle insegne nel rispetto delle prescrizioni dell'articolo 66 delle NTA del PPCS è normalmente sempre consentita ad eccezione delle insegne storiche o d'autore la cui loro rimozione è espressamente vietata nell'articolo 83 comma 5 delle citate NTA.
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