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Venerdì 14 Agosto 2020

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SUPPORTO ATTUAZIONE PPCS

Quesiti su aspetti paesaggistici
  • Occorre attivare un procedimento di nulla osta paesaggistico per l'installazione di una unità esterna di climatizzazione in centro storico?


    Il decreto del Presidente della Repubblica n.31 del 2017 alla voce A.5 dell'allegato “A” ha individuato delle esenzioni per le installazioni delle apparecchiature tecnologiche, infatti, sono “escluse dall’autorizzazione paesaggistica” le « installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici non soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, purché effettuate su prospetti secondari, o in spazi pertinenziali interni, o in posizioni comunque non visibili dallo spazio pubblico, o purché si tratti di impianti integrati nella configurazione esterna degli edifici, e a condizione che tali installazioni non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a) , b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici». Pertanto, diventa elemento fondamentale la verifica della sussistenza dell'interesse architettonico dell’immobile, affinché possa applicarsi l’esenzione disposta nei casi di norma.

    Si deve però tener conto che le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Particolareggiato del Centro Storico (PPCS) prevedono che l’installazione di elementi tecnologici è consentita esclusivamente sulle facciate interne non prospettanti su strade o spazi pubblici.

    Per l’inserimento di un nuovo comignolo in centro storico occorre l’autorizzazione paesaggistica? E per la sostituzione di una canna fumaria?

    Il DPR 31/2017 ha indicato delle esenzioni per modifiche di lieve entità, individuando al punto A.2 dell'allegato “A” quali “esclusi dall’autorizzazione paesaggistica” gli «interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto degli eventuali piani del colore vigenti nel comune e delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti, quali: (…) integrazione o sostituzione di (…) comignoli e simili (…) purché tali interventi non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a) , b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico testimoniale, (...)». Anche in questo caso diventa elemento fondamentale la verifica sulla sussistenza dell'interesse architettonico dell’immobile, affinché possa applicarsi l’esenzione disposta nei casi di norma.

    Risulta necessario l'ottenimento di autorizzazione paesaggistica nei casi di realizzazione di canne fumarie o comignoli di nuova installazione, mentre la sostituzione della canna fumaria con un'altra uguale rientra nei casi di cui all'art. 149 del D.Lgs. 42/2004, non soggetti al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

    Il PPCS all’art. 36 prevede, inoltre, che gli eventuali elementi accessori quali canne fumarie, prese d'aria, canne di ventilazione, lucernari, etc. devono essere conservati o, qualora sia necessaria la realizzazione di adeguamenti funzionali, sostituiti ed eventualmente integrati a condizione che sia mantenuta la caratterizzazione preesistente.

    Per l’apertura di una finestra in centro storico in un immobile al quale è stata attribuita la classe di valore IIB, occorre attivare una richiesta di nulla osta paesaggistico?

    Nel rispetto delle previsioni del PPCS, la classificazione dell'immobile nella classe di valore II.B, porta a ritenere che l'immobile non sia  di interesse storico-architettonico o storico testimoniale,  presupposto e condizione perché gli interventi e le opere possano essere ricompresi nell'allegato “A”. É necessario precisare che l'apertura di una nuova finestra è possibile nel rispetto di tutte le norme generali e specifiche del PPCS; in particolare sul fronte secondario e se eseguita nel rispetto dei colori, delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti (fattispecie di cui alla voce A.2 dell'allegato “A” al DPR 31/2017)

    Il mio immobile presenta delle superfetazioni, per la loro eliminazione occorre ottenere un nulla osta paesaggistico ?

    Il sistema delle liberalizzazioni di cui all'allegato “A” al DPR 31/2017 esonera dall'obbligo della preventiva richiesta di autorizzazione paesaggistica nel caso che le demolizioni e rimessioni in pristino dello stato dei luoghi siano conseguenti a provvedimenti repressivi di abusi o si tratta di opere le cui eliminazione e rimessione in pristino dello stato originario dei luoghi sia tale da non rendere necessaria alcuna valutazione paesaggistica. Ogni altro intervento di demolizione, relativo a superfetazioni preesistenti o qualora implichi delle opere da valutare deve essere sottoposto a valutazione paesaggistica.

    Per aprire dei fori in parete per lo scambio aria occorre un nulla osta paesaggistico?

    Non si ritiene che sia necessaria l'autorizzazione paesaggistica esclusivamente per fori di dimensioni ridotte, privi di rilevanza paesaggistica, tali da non modificare l'aspetto esteriore dell'edificio e non essere percepibili, mitigati attraverso l'installazione di una rete dello stesso colore della facciata, in modo tale da poter ricondurre l'intervento fra quelli di cui all'art. 149 del D.Lgs. 42/2004, non soggetti al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

    Quali sono le modalità di individuazione degli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale sottoposti a vincolo provvedimentale ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 42/04 (vincolo paesaggistico del centro storico di Cagliari – DM del 08/06/1977) ai fini dell'esclusione dell'esonero dalla previa autorizzazione paesaggistica di cui ad alcune voci dell'allegato “A” al DPR n.31/2017?

    L'assenza di un vincolo diretto storico-artistico ai sensi della parte II del D.Lgs. n.42 del 2004 non può essere considerata elemento sufficiente a escludere l'interesse culturale di immobili che presentano caratteristiche estetiche e tradizionali coerenti con il contesto paesaggistico tutelato come il centro storico. La verifica deve essere svolta basandosi sui dati accertati nell'ambito delle analisi effettuate nel PPCS, alla stregua dei quali valutare la coerenza o l'incoerenza dell'edificio rispetto al contesto vincolato del centro storico. Al riguardo il Piano Particolareggiato individua nelle tavole delle “classi di valore”, dalla Etg 006 alla Etg 010, scheda “C” e scheda “D” gli organismi edilizi aventi interesse architettonico.

    In una casa a schiera con tetto piano, è possibile la sua sostituzione per ricondurlo alle condizioni originarie di tetto a falde, in perfetta armonia con le preesistenze adiacenti realizzandolo con materiali e tecnologie del periodo storico? Ciò è consentito in mancanza di foto storiche? Devo chiedere l'autorizzazione paesaggistica, posto che siano rispettate le caratteristiche tipo morfologiche i materiali e i colori del preesistente?

    La possibilità di ripristinare una copertura storica è ammessa e rientra negli obiettivi del piano, la mancanza di foto storiche e di altra documentazione comprovante la situazione prebellica impone una valutazione molta attenta sulle caratteristiche dell'edificato adiacente. Se da tali analisi è dimostrabile in modo inequivocabile, anche con l'ausilio degli abachi, che la copertura era del tipo a falde l'intervento è ammissibile. Quanto alla necessità di richiesta di autorizzazione paesaggistica, trattandosi comunque di un intervento che modifica completamente la copertura esistente, potrebbe trovare collocazione nella voce B4 dell'allegato B al DPR n.31 del 2017 ed essere soggetto al procedimento paesaggistico semplificato.

    Nel caso di autorizzazione paesaggistica rilasciata prima del DPR 31/2017 qualora venissero riscontrate piccole modifiche rispetto a quanto autorizzato rientranti nelle fattispecie di cui all'allegato “A”, è necessario procedere con un accertamento di compatibilità paesaggistica?

    Il comma 2 dell'articolo 17 del DPR n.31 del 2017 per un intervento che oggi è ricompreso tra le attività “libere”  prevede che «Non può disporsi la rimessione in pristino nel caso di interventi e opere ricompresi nell'ambito di applicazione dell'articolo 2 del presente decreto e realizzati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente regolamento non soggette ad altro titolo abilitativo all'infuori dell'autorizzazione paesaggistica.» Lo stesso Mibact ritiene che prevale la norma sopravvenuta più favorevole e, in tal caso, un intervento già realizzato ricadente nella fattispecie dell'allegato “A” non debba essere sanzionato. Pertanto anche per le piccole modifiche rispetto a quanto autorizzato rientranti nelle fattispecie esenti non sia necessario attivare un procedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica, purché non si tratti di una pluralità di interventi che di per sé considerati singolarmente potrebbero ricadere in una delle voci dell'allegato “A”, ma che considerati nel loro insieme, producono un'alterazione dello stato dei luoghi tale da rendere invece necessario il ricorso all'accertamento di compatibilità paesaggistica. Chiaramente si tratta di una verifica che deve essere effettuata caso per caso.

    Per la modifica del colore della facciata in centro storico su un immobile privo di vincolo diretto e classificato dal PPCS privo di interesse architettonico, serve attivare iter di nulla osta paesaggistico?

    Gli interventi di modifica del colore della facciate, risultano tra quelli per i quali occorre l’autorizzazione paesaggistica. Infatti tale intervento risulta ricompreso nell’allegato “B”, voce B.3: « interventi sui prospetti, diversi da quelli di cui alla voce B.2, comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti, quali: modifica delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione di aperture esterne, ivi comprese vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche, o di manufatti quali cornicioni, ringhiere, parapetti; interventi sulle finiture esterne, con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni, modificativi di quelli preesistenti; realizzazione, modifica o chiusura di balconi o terrazze; realizzazione o modifica sostanziale di scale esterne »

    La posa di un serbatoio di riserva idrico per un impianto antincendio su un tetto piano non visibile da punti pubblici può essere ricondotta alla fattispecie di cui all'allegato “A” al DPR n.31 del 2017?

    Fatte salve le verifiche di carattere statico, si specifica che tutte le installazioni inquadrabili come impianti tecnologici, per i quali non venga richiesto alcun titolo abilitativo, sono ricompresi nella voce A.5 le “installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici non soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, purché effettuate su prospetti secondari, o in spazi pertinenziali interni, o in posizioni comunque non visibili dallo spazio pubblico, o purché si tratti di impianti integrati nella configurazione esterna degli edifici, e a condizione che tali installazioni non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a) , b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici”. Pertanto diventa elemento fondamentale la verifica del non interesse architettonico dell’immobile, affinché possa applicarsi l’esenzione disposta nei casi di norma, che per le stesse opere non sia necessario alcun titolo abilitativo, e che le stesse siano annoverate tra gli impianti tecnologici.

    È necessario chiedere il nulla osta per realizzare e/o modificare le aperture di un edificio di classe IA eseguite nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti?

    L'esenzione dell'autorizzazione paesaggistica sarebbe possibile solo nel caso di edificio non vincolato ai sensi dell'art.136 comma 1 lettera c) del Dlgs 42/2004. Tale situazione potrebbe verificarsi nel centro di antica e prima formazione di Pirri, è invece da escludere l'esenzione nel centro storico di Cagliari il quale è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico da specifico Decreto Ministeriale (art. 136 e 157 D.Lgs 42/2004). Al riguardo occorre tuttavia premettere che, a prescindere della necessità di richiedere l'autorizzazione paesaggistica, la modifica delle aperture nelle facciate esterne potrebbe non essere consentita dalla normativa del PPCS, in quanto l'intervento di “variazione delle dimensioni, della posizione e del numero delle aperture” può determinare una modifica alle facciate esterne da considerasi ristrutturazione edilizia, non ammissibile per gli edifici della classe IA. Le disposizioni generali per tale classe di valore, prevedono l'integrale conservazione del fronte principale senza la possibilità di realizzare nuove aperture, ammettendo la modifica, previa verifica della coerenza con la partitura delle bucature dell'intero fronte, nel solo caso dei basamenti destinati ad attività commerciali, artigianali, direzionali o ad altre destinazioni d'uso diverse da quelle residenziali.

    Esistono ancora in centro storico beni paesaggistici puntuali aventi la fascia di tutela di 100 metri?

    I beni paesaggistici individuati e sottoposti a tutela dal Piano Paesaggistico ai sensi dell'articolo 143 comma 1, lett. i) del D.Lgs 42/2004 sono quelli censiti dal “Repertorio del Mosaico dei beni paesaggistici e identitari” ss.mm.ii. (ultimo aggiornamento DGR n.70/22 del 29.12.2016). Questi beni sono stati indicati nell'elaborato “Etg019 – I beni paesaggistici del PPR” e per ciascuno di essi è stata predisposta una scheda nella quale risultano individuate le fascie di tutela integrale e condizionata con la relativa normativa specifica di riferimento.

    È necessario richiedere il nulla osta paesaggistico per l'installazione di cassette per contatori luce, acqua e gas?

    L'installazione di cassette per contatori luce, acqua e gas rappresentano casi particolari in centro storico, in cui il distributore può concedere l’installazione del contatore all’interno dell’abitazione, senza che ci sia un accesso diretto alla casa. Un'installazione esterna, qualora non realizzabile in altro modo, comporta la verifica del grado di integrazione dell'impianto nella configurazione esterna dell'edificio e pertanto deve essere soggetta ad autorizzazione paesaggistica.
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