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Domenica 26 Settembre 2021

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DOMANDE&RISPOSTE

  • Cosa vuol dire ITI ?

    ITI è l’acronimo di Investimento Territoriale Integrato  2014 – 2020

    Cos’è l'ITI ?

    Un Investimento territoriale integrato (ITI) è uno strumento di sviluppo territoriale che permette l'implementazione di una strategia territoriale in modo integrato attingendo i fondi da almeno due differenti assi prioritari nello stesso o da differenti programmi europei d'investimento.

    Quali sono gli elementi fondanti di un ITI?

    Gli elementi chiave di un ITI sono:
    • l'individuazione di un territorio e di una strategia di sviluppo territoriale integrata (p.es. multisettoriale);
    • la necessità di implementare operazioni finanziate da almeno due differenti assi prioritari o programmi da utilizzare in modo integrato.

    Quali sono le caratteristiche fondamentali degli ITI?

    • un ITI può offrire iniziative integrate in unità con caratteristiche simili all'interno di una regione, anche se distanti dal punto di vista geografico.
    • Non è necessario che l'ITI copra l'intero territorio di un'unità amministrativa.
    • gli ITI  possono essere utilizzati volontariamente dagli Stati Membri: l'uso degli ITI non è obbligatorio.

    Quali Fondi di finanziamento europeo utilizza l'ITI?

    Sono utilizzati i Fondo strutturali SIE. Gli ITI possono essere mono-fondo se si utilizza il solo FESR  mentre  per il Fondo sociale (FSE) la realizzazione di un ITI rende necessaria l’integrazione di più fonti finanziarie (FSE e FESR), che può essere attuata attraverso la combinazione di risorse provenienti da due PO distinti o da più assi dello stesso PO plurifondo. Gli altri Fondi SIE  (FEASR o FEAMP) possono solo essere finanziamenti complementari.

    Quali sono gli ambiti d'intervento dell'ITI?

    I principali ambiti di utilizzo dello strumento ITI rintracciabili nelle proposte di regolamento sono:
    • patti territoriali e iniziative locali per l'occupazione, l'istruzione e l'inclusione sociale.
    • Sviluppo Urbano Sostenibile.
    • Sviluppo locale di tipo partecipativo.
    • Programma di cooperazione nell'ambito della Cooperazione Territoriale Europea.

    Cos'è il Piano Operativo Regionale della Sardegna sul Fondo FESR?

    La Regione Sardegna beneficia del contributo dei fondi europei attraverso il Programma Operativo 2014-2020 finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Il POR FESR destina oltre 930 milioni di euro alla realizzazione della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Fanno da corollario al Programma alcuni documenti che delineano specifiche strategie relative all'agenda digitale, alle aree interne e alle aree urbane, al rafforzamento amministrativo e alla specializzazione intelligente.

    Cos'è il Piano Operativo Regionale della Sardegna sul Fondo FSE?

    Il POR FSE è lo strumento con cui la Regione Sardegna programma le risorse del Fondo Sociale Europeo per rafforzare la coesione economica e sociale. Si tratta di un documento elaborato in coerenza con le esigenze del territorio e gli obiettivi strategici comunitari, e nasce dalla collaborazione tra le istituzioni e il Partenariato economico e sociale, coinvolto attivamente sin dalla fase di programmazione.

    Qual'è la strategia del POR FESR/FSE che si realizza con ITI?

    E' la strategia per le aree urbane

    Questa strategia è considerata primaria dalla RAS?

    La Regione Sardegna considera prioritario agire per il rafforzamento della natura “cittadina” e/o
    “metropolitana” dei soggetti interessati, presi singolarmente o in forma aggregata, in prosecuzione e
    conseguenza delle attività di Pianificazione Strategica – comunale e intercomunale – condotte nell’ultimo
    decennio.

    Cosa s'intende per sistema urbano in Sardegna?

    Il sistema urbano sardo si caratterizza per la presenza di due principali aree, quella di Cagliari e quella di Sassari, cui si aggiunge il terzo polo rappresentato dalla città di Olbia. In questi centri si concentra oltre il 40% della popolazione.

    C'è attenzione per le altre realtà comunali?

    Completano il sistema urbano regionale i poli intermedi, rappresentati da centri urbani di media dimensione che erogano servizi su scala territoriale, e una molteplicità di Comuni di piccole dimensioni con una bassissima densità di popolazione per i quali l'aggregazione in Unioni dei Comuni è l'unica strada istituzionale per offrire strutture e servizi efficienti.

    Come rilevano le città nella politica dell'UE?

    Nell'Accordo di Partenariato (AdP) 2014/2020 tra l’Italia e l’Unione Europea trova applicazione l'Agenda Urbana secondo cui "Le città occupano un posto
    centrale nell'agenda europea di sviluppo sostenibile e coesione sociale…." e che la strategia europea
    "Europa 2020" attribuisce alle città ulteriori ed ambiziosi compiti rispetto alle passate programmazioni, quali il contrasto agli effetti sociali dell'attuale crisi economica, il tema del cambiamento climatico, i
    processi di riforma istituzionale.

    Come la RAS condivide i contenuti dell'Agenda Urbana?

    Il Programma Operativo Regionale FESR 2014-2020 e il Programma Operativo Regionale FSE 2014-
    2020 (POR) della Regione Sardegna condividono e recepiscono i contenuti dell'Agenda Urbana e
    declinano azioni coerenti e conseguenti agli obiettivi specificati nell’AdP.

    Dove si riconosce ad ITI il suo ruolo come strumento di sviluppo?

    Negli Atti di Indirizzo della Programmazione Unitaria regionale 2014-2020, l’ITI (Investimento Territoriale
    Integrato) è individuato come lo strumento più idoneo per dare attuazione all‘Agenda Urbana (art. 7
    comma 2 del Regolamento UE n. 1301/2013) e, sulla base dei parametri individuati a livello regionale e
    nazionale, sono state selezionate le città di Cagliari, Sassari e Olbia quali candidabili alla sua attuazione.

    Dove opera ITI?

    Gli investimenti territoriali integrati (ITI) per le aree urbane previsti dal POR FESR/FSE Sardegna agiscono sulle situazioni di disagio abitativo e sociale nei tre sub-ambiti cittadini di Cagliari, Sassari e Olbia realizzando interventi di riqualificazione attraverso servizi educativi, sanitari e sociali.

    Che valenza strategica hanno queste realtà?

    Le aree urbane di Cagliari, di Sassari e il polo di Olbia, considerati "porte di accesso" alla Regione per la presenza dei principali porti e aeroporti isolani, si caratterizzano per la presenza di servizi fondamentali e di qualità nel campo dell'istruzione, della ricerca, della sanità e dei trasporti di scala regionale e sono in grado di attrarre notevoli investimenti.

    Chi è responsabile della gestione dei finanziamenti ITI?

    Lo Stato membro con l'Accordo di Partenariato con l'UE definisce anche i Programmi Operativi Regionali all'interno di questi, per ogni Fondo coinvolto, viene identificata un'autorità di gestione (AdG).

    Chi sono le AdG per l'ITI Sardegna?

    L'AdG per  la parte di ITI finanziata con il Fondo FESR  è Il Centro Regionale di Programmazione che ha coordinato l'attività di predisposizione del Documento, elaborato in collaborazione con gli Assessorati regionali competenti e il Partenariato istituzionale, economico e sociale. Il Centro coordina inoltre l'attività interistituzionale di negoziato con i Servizi della Commissione Europea e i Ministeri competenti.

    Chi sono le AdG per l'ITI Sardegna?

    L'Autorità di Gestione (AdG) per la quota di ITI finanziata dal POR FSE è rappresentata dalla Direzione Generale dell’Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale ed è responsabile della corretta attuazione del POR, in conformità al principio di buona e sana gestione amministrativa e finanziaria.

    Come si articola l'ITI sui territori coinvolti?

    Le AdG del POR FESR/FSE hanno designato più un Organismo Intermedio, identificato nei Comuni di Cagliari, Sassari e Olbia, cui delegare la gestione e l'attuazione dell'ITI conformemente alle norme specifiche di ciascun fondo in modo tale da garantire il carattere integrato di questo strumento.

    Quali atti della RAS sono il riferimento per la gestione del finanziamento?

    In data 08.06.2015 è stato siglato il Protocollo d'intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di Cagliari per lo sviluppo di politiche integrate di rigenerazione urbana e inclusione sociale; con Deliberazione della Giunta regionale n. 57/11 del 25.11.2015 “POR Sardegna FESR e POR Sardegna FSE 2014/2020 “Individuazione degli Organismi intermedi”, il Comune di Cagliari è stato individuato quale Autorità Urbana, in qualità di organismo intermedio ai sensi dell’articolo 123 par. 7 Reg. (UE) n. 1303/2013.

    Come è stato coinvolto il Comune di Cagliari?

    L’Amministrazione cittadina di Cagliari è stata coinvolta in un percorso partenariale attraverso il quale è
    stata individuata un’area urbana di intervento e, a seguito di un’approfondita analisi di contesto, sono
    stati definiti una serie di interventi strettamente correlati tra loro finalizzati alla riqualificazione del
    quartiere oggetto di intervento.

    Come si raccordano l'intervento ITI con quello PON Metro?

    Il Comune di Cagliari intende cogliere le opportunità offerte dalla programmazione dei fondi europei
    2014/2020, e in particolare dai POR FESR e FSE e dal Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (PON METRO), attraverso la realizzazione di un insieme coordinato di azioni capace di interpretare tutte le dimensioni della sostenibilità in ambito urbano (sociale, ambientale ed economica).

    Dove viene attuato l'ITI a Cagliari ?

    Il Comune di Cagliari, in co-progettazione con il Centro Regionale di Programmazione della Regione
    Autonoma della Sardegna, ha individuato nei quartieri “Is Mirrionis” e “San Michele” l'area urbana di
    intervento e, a seguito di un'approfondita analisi di contesto, ha definito le azioni integrate finalizzate alla
    riqualificazione dei quartieri oggetto di intervento.

    Su quali assi del POR FESR trova finanziamento l'ITI “Is Mirrionis”?

    • Asse prioritario I: “Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione”
    • Asse Prioritario III “Competitività del sistema produttivo”
    • Asse Prioritario IV "Energia sostenibile e qualità della vita”
    • Asse Prioritario VII “Promozione dell’inclusione sociale, lotta alla povertà e ad ogni forma di discriminazione”
    • Asse Prioritario VIII AT per l’efficiente ed efficace attuazione del PO”

    Su quali assi del POR FSE trova finanziamento l'ITI “Is Mirrionis”?

    • Asse Prioritario I “Occupazione”
    • Asse Prioritario II “Inclusione sociale e lotta alla povertà”
    • Asse Prioritario III “Istruzione e formazione”

    Cosa significa per il Comune di Cagliari essere riconosciuto come Autorità Urbana?

    Il principale responsabile per l’attuazione dell’ITI è il Comune di Cagliari,costituito e organizzato in Autorità
    Urbana (AU) con compiti ad essa delegati dalle Autorità di Gestione e che sono definiti da una Convenzione bilaterale, stipulata tra le AdG dei POR FESR e FSE e l’Autorità Urbana.  L’istituzione di un’Autorità Urbana assume l’obiettivo generale di valorizzare l’esperienza dell’ITI per attivare processi di programmazione integrati e conseguire risultati di accrescimento della capacità amministrativa dell’Amministrazione comunale nella gestione di fondi comunitari.

    Quanti sono gli interventi previsti nell'ITI “Is Mirrionis”?

    L’ITI si compone di 6 azioni individuate in base ad un’analisi di contesto e all’identificazione di una strategia di intervento riguardante un’area urbana ben precisa: il quartiere di Is Mirrionis.
    Ogni azione si caratterizza per una tematica e si declina in sub-azioni, ossia interventi che contribuiscono a raggiungere l’obiettivo dell’azione.

    A quanto ammonta l'intervento finanziario?

    L’ammontare delle risorse destinate agli interventi previsti nell’ambito dell’ITI di Cagliari, a valere sul POR
    FESR Sardegna 2014-2020 e sul POR FSE Sardegna 2014-2020 ammonta complessivamente a
    14.770.000,00 euro.

    Qual'è la struttura di governance?

    Esiste una struttura di indirizzo e governance composta dall’Assessore regionale della Programmazione,Bilancio, Credito e Assetto del territorio, dall’Assessore regionale del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale, dall’Assessore comunale delegato alle Politiche comunitarie, o loro delegati, con funzione di indirizzo e controllo. La struttura garantisce la coerenza e l’adesione delle attività alle finalità previste dall’ITI e sovraintende all’attuazione dell’iniziativa.

    Esiste una struttura tecnica di supporto?

    E' individuata nell’Unità di progetto per il coordinamento della Programmazione Unitaria istituita presso il CRP, integrata da rappresentanti delle AdG e dell’Autorità urbana, che agisce come struttura operativa che assicura il coordinamento per la realizzazione dell’ITI, propone iniziative finalizzate al miglior conseguimento degli obiettivi indicati, monitora e valuta lo stato di avanzamento dei lavori e ne dà conto alla struttura di indirizzo.

    Su cosa si basa la collaborazione tra RAS e Comune di Cagliari?

    In considerazione della rilevanza degli interessi pubblici coinvolti, la RAS e il Comune di Cagliari si impegnano a promuovere reciproca collaborazione ispirata ai principi costituzionali di leale cooperazione nell’esecuzione dell’Accordo di Programma per la migliore realizzazione, da parte dei Soggetti attuatori degli interventi, degli obiettivi in esso indicati. Inoltre si impegnano a realizzare gli interventi, anche favorendo il coinvolgimento dei soggetti pubblici o privati la cui azione sia rilevante per il perseguimento degli obiettivi individuati.

    Chi sono i soggetti responsabili delle Azioni dell'ITI “Is Mirrionis”?

    Sono i soggetti beneficiari cioè quelli che avviano l'attuazione che, essendo tutto l'ITI “Is Mirrionis” a regia interna del Comune di Cagliari, sono i Dirigenti dei Servizi coinvolti in maniere preminente in ogni singola azione.

    Quali sono i compiti dei responsabili di Azione?

    • pianificare il processo operativo teso alla completa realizzazione dell’intervento attraverso la previsione dei tempi, delle fasi e delle modalità di attuazione;
    • organizzare e controllare l’attivazione e messa a punto del processo operativo, teso alla completa realizzazione dell’intervento;
    • monitorare costantemente l’attuazione degli impegni assunti, ponendo in essere tutte le azioni opportune e necessarie, al fine di garantire la completa realizzazione dell’intervento nei tempi previsti e segnalando gli eventuali ritardi e/o ostacoli tecnico-amministrativi che ne dilazionano e/o impediscono l’attuazione.

    Quali sono i tempi di realizzazione previsti per l'ITI?

    I tempi sono quelli della programmazione europea in corso e dunque trovano conclusione entro il 31 Dicembre 2020.

    Qual'è l'obiettivo principale dell'ITI?

    La proposta progettuale prevede un intervento di rigenerazione urbana, inteso quale insieme di azioni immateriali e azioni materiali integrate fra loro, all’interno dell’area urbana di Cagliari, nell’ambito territoriale che comprende il quartiere di Is Mirrionis e una parte del confinante quartiere di San Michele.
    Le criticità individuate, e le forme di esclusione ad esse correlate, fanno emergere la necessità di un’azione mirata ed efficace tesa a fornire risposte concrete in termini di riqualificazione urbana e inclusione sociale.

    Perché si è scelto il quartiere di Is Mirrionis?

    Il quartiere di Is Mirrionis, tra i più popolosi del capoluogo, è caratterizzato da una forte presenza di edilizia residenziale pubblica, in gran parte realizzata per rispondere all’emergenza casa tra gli anni ’40 e ’70 del novecento. Questa peculiarità, unitamente allo stato di diffuso degrado del contesto urbano (edifici e spazi pubblici) e al disagio sociale ed economico dei suoi abitanti, ha contribuito al perdurare di una immagine negativa della zona.

    Quali sono le criticità sociali che ITI vuole affrontare?

    Attraverso l’analisi condotta, oltre alle criticità riferite al degrado fisico dei luoghi, alla struttura demografica, che risulta sempre più invecchiata e con un numero sempre maggiore di persone anziane sole (soprattutto donne), ad una generale difficoltà da parte delle famiglie a svolgere funzioni minime genitoriali, da cui si originano fenomeni di devianza giovanile, si è riscontrato il crescere del fenomeno della deprivazione, costituita di rinunce a consumi a volte anche essenziali, condizione che prelude alla povertà estrema.

    Come si vogliono affrontare queste criticità?

    Si intende nello specifico affrontare, e contribuire a risolvere, il problema del disagio familiare e della esclusione attraverso un insieme di interventi integrati e intersettoriali di riqualificazione degli spazi di vita e di sostegno ai soggetti deboli, con l’applicazione di un modello di "welfare di comunità" capace di restituire al quartiere un ruolo di centralità rispetto alla città consolidata e all’Area vasta di Cagliari.

    Cosa si intende per welfare di comunità?

    Per welfare di comunità, in particolare, si intende un modello di società solidale che si auto-organizza promuovendo essa stessa l’erogazione di servizi, attraverso sinergie fra attori sociali, pubblici e privati (profit e non), costruite su una normazione contrattuale innovativa basata su un'etica della corresponsabilità. Si tratta cioè di far interagire, in modo sistematico e permanente, la sfera politico-istituzionale, la sfera dell’impresa e la sfera della società civile.

    Come si vuole riqualificare il contesto urbano del quartiere?

    La riqualificazione urbana, finalizzata al recupero edilizio di contesti caratterizzati da elevato disagio abitativo con prevalenza di edifici di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), si attuerà mediante interventi di riduzione dello stato di degrado degli immobili e miglioramento della qualità abitativa e insediativa, di adeguamento, miglioramento e incremento delle infrastrutture e degli spazi pubblici.

    Come si vuole sostenere l'inclusione sociale?

    Con azioni di supporto e accompagnamento all’inclusione dei residenti nel quartiere con l’obiettivo di creare un contesto sociale in cui si previene il disagio, si crea coesione sociale e si risponde ai bisogni insieme alle istituzioni, al fine di accrescere la qualità del capitale sociale.

    Quali sono le Azioni previste nell'ITI?

    Azione 1 Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali
    Azione 2  Hangar: recupero funzionale e riuso
    Azione 3 Recuperare strutture esistenti per realizzare   servizi di cura socio-educativi Ex Scuola via Abruzzi
    Azione 4 Riqualificazione Istituto Comprensivo Ciusa
    Azione 5  Innovazione sociale e inclusione attiva
    Azione 6 Processo Partecipativo

    Cosa vuole ottenere l'Azione1 “Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali” ?

    La proposta, articolata in un sistema di sub-azioni interdipendenti, vuole incidere da un lato sulla dimensione materiale dell’abitare, intervenendo sullo spazio fisico e sul miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti e dall’altro su quella immateriale, perché orientata alla costruzione di modelli di carattere socio inclusivo tesi ad incoraggiare i rapporti di buon vicinato, a creare un mix sociale tra residenti, studenti, lavoratori e più in generale a stimolare la partecipazione attiva dei residenti alla vita pubblica.

    Costo Complessivo: 7.950.000 euro – (FSE 1.100.000 euro; FESR 6.850.000 euro)
    Tempi di realizzazione: 36 mesi

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 1.1 “Recupero e adeguamento alloggi”?

    Contribuire a dare risposte in termini di alloggi sociali disponibili nel quartiere a soggetti a rischio di marginalità e migliorare le condizioni abitative e di vita degli attuali assegnatari.
    La proposta è articolata nel modo seguente:
    • Sub-Azione 1.1.1. Interventi a sostegno dell’incremento del numero di alloggi sociali attraverso il frazionamento di immobili di Edilizia Residenziale Pubblica attualmente sottoutilizzati, per dare risposte concrete a soggetti in difficoltà per ragioni economiche, sociali;
    • Sub-Azione 1.1.2. Interventi di adeguamento di alloggi ERP finalizzati ad aumentare l’offerta di abitativa attraverso la sperimentazione di modelli di co-housing;
    • Sub-Azione 1.1.3. Interventi sulle abitazioni pubbliche attraverso misure a sostegno dell'abbattimento delle barriere architettoniche.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 1.2 “Sportello Casa”?

    Proporre un modello di intervento integrato su piccola scala come “esperienza pilota” per dare una risposta alla crescente domanda di alloggi sociali, anche attraverso modelli abitativi innovativi.   Si vuole favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di alloggi in affitto sul mercato privato, reperendo alloggi in comodato anche da Enti pubblici e privati, per concederli in sub-locazione a conduttori in condizioni di disagio abitativo, assicurando sia la gestione amministrativa sia l’accompagnamento in tutte le fasi del programma.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 1.3 “Riqualificazione dei cortili e degli spazi aperti”?

    Contribuire al miglioramento delle condizioni di vivibilità e sicurezza del quartiere e ridurre lo stato di degrado degli spazi pubblici. Obiettivo è la  riqualificazione di alcuni cortili condominiali di proprietà del Comune di Cagliari, il ridisegno complessivo della piazza del mercato civico di via Quirra e di alcuni tratti che collegano questa e la via Is Mirrionis alla scuola Ciusa, in maniera da configurare un percorso casa- scuola “sicuro”.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 1.4 “Portierato Sociale”?

    Contribuire al miglioramento delle condizioni dell’abitare di soggetti a rischio di marginalità sociale; contrastare le forme di occupazione impropria di spazi collettivi; prevenire situazioni di conflitto. Saranno coinvolti in maniera attiva gli assegnatari degli alloggi ERP e operatori specializzati capaci di innescare un processo virtuoso di auto-organizzazione dei condomini, basato sull’interesse e sulla volontà degli stessi di scambiarsi azioni di aiuto e sostegno.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 1.5 “Bonus Malus”?

    Costruzione da parte degli enti gestori degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di nuovi rapporti sociali con gli inquilini improntati alla sinergia nei comportamenti di conduzione degli alloggi e al conseguimento di migliori livelli di qualità della vita. Un gruppo di lavoro interdisciplinare ed operativo che sceglierà il campione in maniera tale da simulare varie condizioni sociali, reddituali e di contesto, utili al conseguimento di una sperimentazione su un approccio auto manutentivo dell’alloggio in assegnazione da parte dell’inquilino. Il sistema di azioni sul campione si fonda sostanzialmente su di un contratto di locazione che contempla il meccanismo del “bonus-malus” sulla tenuta dell’alloggio.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 1.6 “Smart Buildings”?

    L'azione prevede un’analisi di contesto avente come obiettivo quello di verificare le opportunità e le strategie più appropriate di intervento su edifici o unità immobiliari di proprietà pubblica. I risultati dello studio orienteranno le scelte per effettuare una sperimentazione su uno o più edifici di proprietà totalmente pubblica attraverso azioni di promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria, installazione di sistemi intelligenti di regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici.

    Cosa vuole ottenere l' Azione 2 “Hangar: recupero funzionale e riuso”?

    L’utilizzo di spazi pubblici dismessi o sottoutilizzati in quartieri degradati risponde ad una esigenza duplice: evitare il sotto utilizzo quando non il lento degrado degli spazi e reimmettere in un ciclo vitale un bene comune. In tale logica, il recupero viene considerato quale leva di coesione, stimolo culturale e di rilancio socio-economico. Tali considerazioni hanno guidato la scelta dell’Hangar – ex Centro regionale di formazione – quale spazio su cui avviare un’iniziativa pilota dal forte valore paradigmatico, oltre che capace di dare risposta all’esigenza di mettere a disposizione della cittadinanza un luogo di aggregazione e integrazione sociale.

    Costo Complessivo: 2.000.000 euro – (FESR 2.000.000 euro)
    Tempi di realizzazione: 48 mesi

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 2.1 “Adeguamento funzionale dell’Hangar”?

    Rifunzionalizzazione dell’immobile denominato Hangar ai fini del suo riutilizzo come nuova centralità per il quartiere.  In generale l’intervento di riuso sarà di tipo “leggero” finalizzato a restituire un involucro pronto per essere abitato dalla varietà di attività che emergeranno come utili dal processo di co-progettazione (Sub-Azione 2.2). In questo senso si privilegerà l'open-space e in ogni caso non si dovrà frammentare lo spazio, in modo che questo si possa adattare alle scelte successive.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 2.2 “Casa del Quartiere – Hangar”?

    L’intervento prevede la creazione di una Casa del Quartiere-Hangar come luogo di incontro tra cittadini, associazioni ed enti, riferimento spaziale e simbolico per il quartiere e per la città rispetto al processo di rigenerazione complessivo che si vuole avviare.
    Questa è una sub-azione meramente progettuale, che non prevede risorse finanziarie dedicate ma è strettamente connessa con l’Azione 5.
    Infatti si sostanzia in co-progettazione e affidamento in gestione di attività di animazione territoriale, innovazione sociale, inclusione attiva, da insediare nell’Hangar al fine di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei residenti, con particolare riferimento alle famiglie.

    Cosa vuole ottenere l' Azione 3 “Recuperare strutture esistenti per realizzare servizi di cura socio-educativi Ex Scuola via Abruzzi”?

    L’integrazione tra servizi sanitari e servizi socio assistenziali è uno dei temi più rilevanti per una pubblica amministrazione. Per cercare di superare la frammentazione e variabilità che caratterizza l’attuale sistema, occorre promuovere un’omogeneizzazione dell’offerta, favorendo progetti di collaborazione in rete tra servizi sociali territoriali. Al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, nell’ambito dell’ITI si intende procedere al recupero funzionale dell’Ex Scuola di via Abruzzi, per destinarla a Struttura Socio Sanitaria Integrata (centro diurno e presidio poliambulatorio -Medicina Generale) rivolta agli anziani e capaci di avere ricadute sull’intera struttura sociale.

    Tempi di realizzazione: 40 mesi
    Costi: € 2.330.000,00 – (FSE € 700.000,00; FESR € 1.630.000,00)

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 3.1 “Rifunzionalizzazione struttura ex Scuola”?

    Si prevede di rifunzionalizzare l'ex complesso scolastico Alagon, di proprietà comunale, sito in via Abruzzi, 10.
    L'edificio è parzialmente occupato dalla Società A.T.I. Scuola Media Superiore Galileo Galilei ed IGIS-S.r.l - Istituto Generale Superiore, dai Servizi socio sanitari del Comune di Cagliari (al piano terra operano un pedagogista, due educatori, un amministrativo mentre al primo piano ha sede l’educativa di strada) e dalla associazione italiana sclerosi multipla – sezione provinciale.   L’intervento prevede il mantenimento di alcune funzioni attualmente presenti, peraltro coerenti con la strategia generale dell’ITI, e la loro ridistribuzione al fine di ottimizzare l’utilizzo degli spazi, l’uso dei 700 mq liberi e le relative opere edili, oltre la messa a norma dell’edificio e alla realizzazione di un ascensore.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 3.2 “Centro Diurno per la popolazione anziana del quartiere”?

    Fornire supporto agli anziani e alle loro famiglie stimolando la socializzazione della popolazione anziana del quartiere e in particolare quella a rischio di isolamento sociale.  Il Centro Diurno per anziani occupa uno spazio all’interno dell'ex complesso scolastico Alagon e ha lo scopo di offrire differenti servizi di natura socio-assistenziale alle persone anziane ultra settantacinquenni residenti nel quartiere di Is Mirrionis. Ha la finalità di essere un punto d’incontro, di aggregazione e, quindi, un utile strumento di integrazione e inclusione sociale nel contesto di riferimento. Nel centro opera un’equipe di lavoro composta da animatori e ausiliari socio-assistenziali che organizzano e coordinano le attività ricreative; a queste figure si affiancano professionalità quali quelle dell’educatore di comunità, dello psicologo di comunità con compiti di supporto diretto per la persona anziana ma con ricadute soprattutto per le famiglie rispetto a sostegno di un maggiore sviluppo della coesione familiare e sociale di quartiere. Il Centro, inoltre, grazie anche alla prossimità fisica è in grado di lavorare in sinergia con il Centro Salute di Quartiere così da garantire all’anziano un completo sostegno bio-psico-sociale.
    A sostegno delle famiglie del quartiere in condizioni di disagio sociale e al fine di favorire la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro, saranno messi a disposizione dei voucher sperimentali per l’acquisizione di servizi di cura alla persona che potranno anche essere spesi anche all’interno del Centro Diurno.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 3.3 “Poliambulatorio di Quartiere”?

    Il Centro Salute di Quartiere per Anziani (CSQA) si propone di promuovere l’intervento di cura proattivo nei confronti della popolazione anziana del quartiere, utilizzando il modello assistenziale della medicina di iniziativa che, per la popolazione anziana, risulta significativamente più efficace, rispetto a quello tradizionale della medicina di attesa, nel promuovere e mantenere condizioni di salute e benessere. Esso si presta particolarmente al coinvolgimento della popolazione anziana emarginata; quella che per la presenza di barriere sociali, economiche, culturali e ambientali, sottoutilizza o non si rivolge ai servizi di cura. Il CSQA è gestito dal Distretto Sociosanitario 1 di Cagliari Area Vasta. Al suo interno operano i medici di medicina generale (MMG) che volontariamente aderiscono al progetto e che annoverano fra i propri assistiti anziani del quartiere. Operano, inoltre, Infermieri, Assistenti Sanitari, Operatori Socio Sanitari e altre figure professionali con competenze funzionali alle attività del Centro.

    Cosa vuole ottenere l' Azione 4 “Riqualificazione Istituto Comprensivo Ciusa”?

    La scuola e la formazione, rappresentano un altro importante ed essenziale tassello nella rilettura del quartiere sulla base dei problemi e fabbisogni emersi nell’analisi di contesto. L’intervento in questo settore riguarda sia elementi di carattere infrastrutturale che immateriale e ha come obbiettivo quello di creare migliori condizioni di fruibilità della scuola e l’aumento della capacità di attrarre, al fine di contribuire ad aumentare la propensione dei giovani a rimanere nel percorso scolastico. Si intende realizzare l’intervento nell’Istituto Comprensivo Ciusa di Via Meilogu, operando nella direzione della costruzione di una Smart School innovativa, sia negli spazi che nell’approccio alla didattica, nell’utilizzo delle tecnologie e nell’apertura della scuola verso l’esterno in particolare verso il quartiere.

    Tempi di realizzazione 36 mesi
    Costo complessivo dell’azione: € 800.000 (FSE)

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 4.1 “Adeguamento tecnologico dell’Istituto”?

    Rendere l’istituto idoneo alle attività di carattere tecnologico innovative verso cui orientare l’apprendimento scolastico attraverso un intervento infrastrutturale di adeguamento tecnologico della scuola.

    Cosa vuole ottenere la Sub- Azione 4.2 “Demo Lab Ciusa”?

    Contribuire alla riduzione dello spopolamento scolastico, incrementare le opportunità di occupazione della popolazione studentesca e prevenire situazioni di disagio sociale.  L’intervento è teso alla realizzazione di un polo didattico tecnico scientifico centrale per l’utilizzo delle tecnologie dell’innovazione a supporto della scoperta, della comunicazione, della costruzione di manufatti in collaborazione con i settori dell’artigianato e della ricerca tale da condurre i partecipanti a sperimentare una varietà di azioni multidisciplinari (matematica, geometria, biologia, energia ambientale, scienze naturali, elaborazione del linguaggio informativo e infine la geostoria). Una serie di materie trasversali incluse la cittadinanza attiva, accompagnerà il partecipante attraverso la sperimentazione del progetto.

    Cosa vuole ottenere l'Azione 5 “Innovazione sociale e inclusione attiva”?

    Attivare processi inclusivi per gli abitanti del quartiere avviando progetti di innovazione sociale attraverso le leve dell’occupabilità, occupazione e creazione d’impresa.  Si prevedono una serie di interventi mirati all’incremento dell’occupabilità, alla partecipazione al mercato del lavoro e all’autoimprenditorialità. In particolare, si avvieranno progetti integrati per la realizzazione di percorsi formativi e di autoimprenditorialità volti all’acquisizione di competenze e capacità professionali che siano spendibili all’interno delle azioni previste dall’ITI o comunque all’interno dell’area di intervento, favorendo pertanto la realizzazione del modello di welfare di comunità.   Nell’ambito delle azioni sperimentali si ipotizzano diversi interventi mirati a diffondere e rafforzare competenze imprenditoriali, sia di carattere generale e trasversale, applicabili quindi a contesti diversi, sia mirate a temi specifici. L’attività di pre-incubazione e l’attività di incubazione verranno svolte prevalentemente nella Casa di Quartiere Hangar.
    Altri interventi saranno progettati valorizzando l’esperienza attivata nell’Hangar e le potenzialità della città, si ipotizzano, ad esempio, azioni di Impresa simulata e di Living Lab, promuovano processi e servizi innovativi con un forte coinvolgimento dei beneficiari.

    Tempi di realizzazione: 36 mesi
    Costi: € 1.540.000,00 – (FSE € 840.000,00; FESR € 700.000,00).

    Cosa vuole ottenere l'Azione 6 “Processo Partecipativo”?

    L’intervento si pone come strumento trasversale di accompagnamento alle azioni dell’ITI per informare, costruire consapevolezza sulle opportunità di cambiamento materiale e immateriale, costruire un percorso di fiducia per promuovere e guidare la crescita e la responsabilità civile degli abitanti del quartiere. Nello specifico, il lavoro si concretizzerà nella condivisione della strategia e delle azioni individuando i punti utili alla crescita della responsabilità civile, al rafforzamento delle reti sociali deboli, a far sentire il quartiere partecipe di un processo di condiviso. L’intervento si divide su due linee: una a livello generale su tutto l’ITI; l’altra su ogni singola azione che lo compone.

    Destinatari: abitanti del quartiere
    Tempi: 40 Mesi
    Costi: € 150.000

    Sono previsti interventi a sostegno dell'organizzazione operativa del Comune di Cagliari?

    Per la realizzazione di un’attività complessa quale quella dell’ITI è necessario supportare l'Autorità Urbana (AU) nello svolgimento del compito di Organismo Intermedio.
    Si prevedono le due tipologie di supporto di seguito descritte.
    1. Attività di affiancamento e di formazione: sarà avviata un’attività di affiancamento da parte dello staff dell’AdG ai funzionari/dirigenti incardinati nella struttura dell’AU. L’attività sarà svolta con tecniche di training on the job oltreché con incontri tecnici su specifiche tematiche. Durante l’affiancamento l’AdG valuterà l’opportunità di avviare altre attività di trasferimento di competenze attraverso l’attivazione dell’OT 11.
    2. Attività di assistenza tecnica, con supporti consulenziali organizzati sia rispetto alle modalità di erogazione sia rispetto alle expertise fornite (gestione e attuazione dell’ITI, monitoraggio, piano di comunicazione, ecc.)

    Esiste una pianificazione generale degli interventi dell'Amministrazione in tema di rigenerazione urbana?

    La strategia che sottende l’attuazione dell’ITI nel suo complesso è disegnata tenendo in considerazione la molteplicità di strumenti di pianificazione attualmente vigenti a livello comunale e la coerenza con i progetti in corso. Gli strumenti a cui si fa riferimento, in particolare, sono:
    1) Piano Strategico Comunale
    2) Piano strategico Intercomunale
    3) Piano Urbanistico
    4) Piano triennale delle opere pubbliche
    5) Piano quinquennale della cultura
    6) Relazione previsionale programmatica
    7) Piano della mobilità
    8) PAES
    9) Bilancio comunale
    10) PLUS - Piano Locale Unitario dei Servizi alla persona 2012 – 2014
    11) Bilancio sociale 2014

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto all'alto tasso di disoccupazione e precarietà lavorativa?

    Azione 4: Riqualificazione Istituto Comprensivo Ciusa
    Sub Azione 4.2 Demo Lab Ciusa
    Azione 2: Hangar Recupero funzionale e riuso
    Sub Azione 2.2 Casa del Quartiere – Hangar
    Azione 5: Incremento dell’occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto al basso livello di istruzione, abbandono e spopolamento scolastico?

    Azione 4: Riqualificazione Istituto Comprensivo Ciusa
    Sub Azione 4.2 Demo Lab Ciusa

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto alla povertà estrema e deprivazione?

    Azione 1: Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali
    Sub Azione 1.1.1, 1.1.2, 1.1.3 Recupero e adeguamento di alloggi
    Sub Azione 1.2 Sportello Casa

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto alla difficoltà diffusa alla socializzazione e all’integrazione sociale?

    Azione 2: Hangar Recupero funzionale e riuso
    Sub Azione 2.2 Casa del Quartiere - Hangar

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto all'elevata presenza di popolazione anziana, di famiglie con in casa un anziano e conseguente aumento della domanda di servizi di assistenza e di cura?

    Azione 1: Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali (incluso il co-housing e l’eliminazione delle barriere architettoniche)
    Sub Azione 1.2 Sportello Casa
    Sub Azione 1.3 Portierato Sociale
    Azione 3: Recuperare strutture esistenti per realizzare servizi di cura socio-educativi ex-Scuola via Abruzzi
    Sub Azione 3.2 Centro Diurno per la popolazione anziana del quartiere
    Sub Azione 3.3 Poliambulatorio di quartiere

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto al degrado degli edifici e degli spazi pubblici?

    Azione 1: Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali
    Sub Azione 1.1.1, 1.1.2, 1.1.3 Recupero e adeguamento di alloggi
    Sub Azione 1.2 Sportello Casa
    Sub Azione 1.3 Portierato sociale
    Sub Azione 1.4 Bonus Malus
    Sub Azione 1.5 Riqualificazione dei cortili e degli spazi aperti
    Sub Azione 1.6 Smart Buildings
    Azione 2: Hangar: Recupero funzionale e riuso
    Sub Azione 2.1 Adeguamento Funzionale dell’Hangar
    Azione 3: Recuperare strutture esistenti per realizzare servizi di cura socio-educativi Ex Scuola via Abruzzi
    Sub Azione 3.1: Intervento di rifunzionalizzazione Scuola di Via Abruzzi
    Azione 4: Riqualificazione Istituto Comprensivo Ciusa
    Sub Azione 4.1: Intervento di rifunzionalizzazione Istituto Comprensivo Ciusa

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in contrasto alla scarsa partecipazione attiva dei residenti alla vita pubblica?

    Azione 1 (nelle parti relative al coinvolgimento)
    Azione 2: Hangar: Recupero funzionale e riuso
    Sub Azione 2.2
    Azione 6 Processo partecipativo

    Quali sono gli interventi dell'ITI “Is Mirrionis” in supporto ai numerosi studenti universitari - abitanti momentanei che non partecipano alla vita del quartiere?

    Azione 1: Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali Sub Azione 1.1.1, 1.1.2, 1.2
    Azione 2: Hangar Recupero funzionale e riuso
    Sub Azione 2.2 Casa del Quartiere - Hangar
    Azione 1: Miglioramento della qualità degli spazi di vita nel quartiere attraverso la realizzazione di azioni materiali e immateriali
    Sub Azione 1.2 Sportello Casa

    Quali sono le condizioni di vita del quartiere rispetto al disagio abitativo?

    Le richieste di contributo economico per problemi abitativi da integrare al reddito per prevenire situazioni di sfratto e sgombero dalle abitazioni sono quindi il 19,16% per la Circoscrizione Mulinu Becciu/Is Mirrionis. I progetti finanziati nell’ambito del Programma Sperimentale Ritornare a Casa (domiciliarità forte) nell’anno 2016 sono stati per tutto il Comune di Cagliari 241 (nel 2013 erano 143), di cui il 24,89% per persone del territorio Mulinu Becciu/ Is Mirrionis/Sant'Avendrace. Il fenomeno della povertà è, tuttavia, molto più esteso di quanto non appaia da questi dati; come si evince dal PLUS il disagio economico e sociale spesso rimane sommerso e genera quasi sempre uno stato di deprivazione crescente che colpisce soprattutto i bambini e le persone anziane e malate o non più autosufficienti.

    Qual'è il peso della presenza di studenti universitari nella vita del quartiere?

    Secondo un’indagine effettuata dall’ ERSU per l’anno accademico 2010/2011 risulta che gli studenti che percepiscono un contributo universitario di affitto per la casa all’interno del comune di Cagliari sono 1.093 e Secondo un’indagine effettuata dall’ ERSU per l’anno accademico 2010/2011 risulta che gli studenti che percepiscono un contributo universitario di affitto per la casa all’interno del comune di Cagliari sono 1.093 e indicano che il 24% del totale (266 studenti) abitano nel quartiere di Is Mirrionis. Delle 6 Case dello Studente presenti a Cagliari, quella di via Trentino con 250 studenti e quella di via Montesanto con 208 studenti sono localizzate nel rione. Dai dati sui contratti di affitto regolarmente registrati a nome di studenti universitari che non percepiscono contributo E.R.S.U. si evince inoltre che circa 650 studenti hanno domicilio e/o residenza presso il quartiere di Is Mirrionis. È corretto, quindi, affermare, che il quartiere avendo tre importanti Poli Universitari nelle immediate vicinanze (Polo Umanistico e Polo Giuridico ed Economico ed Ingegneria) si caratterizza per la presenza di un numero consistente di studenti residenti, a cui si aggiungono gli utilizzatori. L’E.R.S.U., dispone infatti di un servizio mensa nella sede di via Trentino e in via Premuda, offre la possibilità a tutti gli iscritti di svolgere attività sportive nei campi di via Monte Santo e di usufruire delle sale teatro e conferenze all’interno della struttura di via Trentino.

    Qual'è il bisogno di assistenza economica per la popolazione del quartiere?

    Nel tentativo di quantificare il disagio sociale, che si esprime anche nella domanda crescente di servizi e assistenza, si riportano gli ultimi dati ritenuti significativi, rilevati dal servizio Politiche Sociali del Comune di Cagliari. Le persone/nuclei familiari in carico al SS del Comune di Cagliari nel 2016 con contributo economico per i bisogni primari integrativo del reddito familiare sono state 2803 (erano 1.934 nel 2013, di cui il 23,16% della Circoscrizione Mulinu Becciu/ Is Mirrionis).
    Le fonti e i soggetti attraverso cui è stato possibile costruire un quadro del disagio sono principalmente il  PLUS - Piano Locale Unitario dei Servizi alla persona della Città di Cagliari -Triennio 2012-2014 ( e relativi Bilanci sociali), l’Osservatorio sociale della Provincia di Cagliari, la Caritas e le Associazioni che operano a contatto con le famiglie indigenti. Si precisa che con il termine “povertà estrema” si intende la definizione adottata dalla Commissione nazionale d’indagine sulla povertà e l’emarginazione e riportata nel Rapporto sulle povertà estreme in Italia 1998). Secondo i curatori, sono povertà estreme quelle «aree di privazione di disagio e d’esclusione, che occupano i gradini più bassi della stratificazione sociale, e che non usufruiscono, se non in minima parte, della protezione legislativa e delle prestazioni dello Stato  Sociale».
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