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Lunedì 21 Giugno 2021

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MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA NEL QUARTIERE

Si vuole incidere sulla dimensione materiale dell’abitare e sul miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti costruendo modelli di carattere socio inclusivo tesi ad incoraggiare i rapporti di buon vicinato, a creare un mix sociale tra residenti, studenti, lavoratori e più in generale a stimolare la partecipazione attiva dei residenti alla vita pubblica.

La rilevante presenza di edilizia residenziale pubblica, che nel tempo l’Amministrazione non è riuscita a mantenere né ad adeguare alle nuove esigenze del vivere, ha segnato profondamente lo sviluppo del rione, che oggi è caratterizzato da uno stato di diffuso degrado degli edifici e degli spazi pubblici. Gli alloggi sociali sono stati costruiti quando ancora non esisteva una legislazione che promuovesse l’abbattimento delle barriere architettoniche e negli ultimi decenni non hanno beneficiato di un opportuno adeguamento alle nuove esigenze dell’abitare con un paradossale sottoutilizzo di alcune abitazioni, occupate anche solo da un inquilino, per lo più anziano. Si aggiunge la concentrazione di soggetti a rischio di marginalità sociale e di nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo il che comporta sovraffollamento, occupazione impropria di spazi collettivi ed in generale scarso senso di appartenenza agli spazi comuni.

La strategia è quella di contrastare il disagio abitativo e l’esclusione sociale agendo sul degrado e la carenza degli immobili ERP e attivando processi di socializzazione all’interno dei condomini e generando senso di appartenenza al quartiere.

Sono target i nuclei familiari residenti negli alloggi sociali in condizioni di disagio abitativo; le famiglie e i soggetti a rischio di marginalità (portatori di handicap, anziani), chi non dispone di mezzi per sostenere i costi abitativi; coloro che non possono permettersi un’abitazione propria o l’affitto di un posto letto, tra le giovani coppie, gli studenti, gli immigrati regolari, i lavoratori e i professionisti fuori sede.

Tempi: 36 mesi

Costi: 7.950.000 euro – (FSE 950.000 euro; FESR 7.000.000 euro)

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