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Firmata in Municipio la “Carta di Piazza Yenne”

Il documento nasce come primo strumento per la prevenzione e il contrasto del bullismo

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Servirà ad unire gli sforzi di tutti i soggetti in campo e a fornire elementi di intervento comune per razionalizzare le attività contro un fenomeno in crescita come il bullismo. Ma soprattutto sarà un decalogo importante dal quale partire perché le nuove generazioni, accompagnate dalle pubbliche amministrazioni, dalle associazioni e dai professionisti del settore, possano avere quella auto-consapevolezza giusta in modo da essere i primi a scongiurare il pericolo di cadere in episodi di bullismo e cyber-bullismo.

È stata siglata questa mattina, lunedì 16 dicembre 2019, nella Sala Consiliare del Palazzo Civico di via Roma, la “Carta di Piazza Yenne” che si pone come strumento per la prevenzione e il contrasto di ogni forma di bullismo. A firmare il documento sono stati, acconto al Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu che in questo caso ha vestito anche i panni del Sindaco Metropolitano, anche Guido Alberti, Presidente della VI Circoscrizione Distretto Lions 108L (tra i promotori dell'iniziativa) e Luca Pisano, Psicologo e psicoterapeuta, direttore dell'Osservatorio Cybercrime.

A rendere ancora più alto il profilo istituzionale del documento, predisposto dallo stesso Luca Pisano, è stata la presenza del Prefetto di Cagliari, Bruno Corda e del Questore del capoluogo sardo, Pierluigi D'Angelo.

<Abbiamo avuto l'opportunità – ha commentato Paolo Truzzu – di accogliere questa iniziativa e lo abbiamo fatto con piacere. Non posso che ringraziare il lavoro fatto dai Lions perché questo è un fenomeno importante che, forse, in questi anni è stato un po' sottovalutato. Ci siamo spesso occupati dei temi che riguardavano i più giovani e gli anziani ma ci siamo quasi completamente dimenticati di quello che può essere il disagio giovanile che i nostri ragazzi possono subire oggi. Ci sono diversi elementi di preoccupazione e molti sono dovuti all'avvento della innovazione tecnologica e dei sistemi di comunicazione che ci hano trovati del tutto impreparati. Facciamo di tutto per evitare che i nostri figli non arrivino al rischio di consumare droghe o alcolici ma poi li lasciamo completamente liberi di utilizzare cellulari e social come se niente fosse”.

Gli studi effettuati dall'Osservatorio Cybercrime Sardegna hanno dato risultati allarmanti e allora, grazie ad una iniziativa dei Lions International, si è passati ad una nuova fase che permettesse di approntare i necessari correttivi ad una situazione che rischia di sfuggire di mano.

“La Carta – ha spiegato il suo ideatore Luca Pisano - è un sistema di indicazioni per poter prevenire e contrastare il disagio giovanile. Non basterà un anno per contrastare il disagio e rimettere le cose a posto ma dovremo puntare sui bambini delle elementari perché nel giro di sei-sette anni si riesca a modificare la sub-cultura. Nel frattempo dobbiamo modificare questa sub cultura trasgressiva. Arginare quello che succede adesso e spingere sui bambini affinché possano avvicinarsi ad un mondo migliore”.

Dal consumo di droghe e alcolici alla misoginia passando per il bullismo e il cyber-bullismo, sono tanti gli aspetti che preoccupano l'Osservatorio che, con la Carta, ha deciso di passare all'azione. “Non vuole essere una Carta contro ma per i ragazzi, per dare loro – ha aggiunto Pisano – la possibilità di una crescita armoniosa nella città di Cagliari. Ad allarmarci è un processo di normalizzazione della criminalità perché i ragazzini considerano normale fumare canne, acquistare stupefacenti, fare collette per acquistare droghe. Dai dodici anni in su assistiamo ad un fenomeno di uso smodato della vodka, le continue risse e il cosiddetto “centrarsi” con i ragazzi che anticipano la loro intenzione di picchiarsi con delle storie su Instagram o sui gruppi Whatsapp. Per avere un like in più le ragazzine si presentano nude sui social e questa non può essere certo considerata emancipazione. Con la Carta vogliamo contrastare queste problematiche, aprendo a una società aperta che sappia ripudiare le verità assolute ma che riesca a dialogare con i giovani e proprio i giovani devono essere al centro del progetto perché solo così potremo sviluppare la loro auto-consapevolezza”.

Dal punto di vista operativo, si passerà a favorire l'azione di educatori di strada, non obiettori di coscienza né volontari ma professionisti, meglio se giovani. In più andrà sviluppato un marketing sociale con messaggi su questi temi per tradurre concetti in chiave comunicativa in modo da dire ai ragazzi: Basta!

Ad affiancare il Sindaco e dare il pieno appoggio dell'Amministrazione Comunale, oltre al Presidente del Consiglio Comunale, Edoardo Tocco, le Assessore Viviana Lantini e Rita Dedola, rispettivamente alla guida delle Politiche Sociali e dell'Istruzione, oltre alla due presidenti delle Commissioni Consiliari Politiche Sociali  e Pari Opportunità, Antonella Scarfo e Stefania Loi.


L’amministrazione comunale – il commento di Viviana Lantini - ha colto con grande entusiasmo questa iniziativa dei Lions che propone per il 2020 una serie di azioni di contrasto al bullismo e cyber-bullismo che stanno assumendo contorni preoccupanti. Rispetto ai tempi non lontani, l’elemento innovativo che permette la diffusione del bullismo è la presenza dei social network. Attraverso questi sistemi di trasmissione e comunicazione, quegli atti di bullismo che fino a poco tempo fa restavano confinati in determinati ambiti, ora si diffondono in maniera pericolosa che raggiunge in tempo reale una platea enorme di giovani, con conseguenze a volte drammatiche. A questo fenomeno si aggiunge l’abuso di alcolici: i giovani dediti all’alcol stanno aumentando vertiginosamente, forse perché non conoscono bene le conseguenze. Risse, misoginia, tutti fenomeni legati al cyber-bullismo che ha messo in allarme psicologi i, educatori e assistenti sociali che sono concordi sul fato che ci troviamo davanti ad un problema che forse è stato sottovalutato ma al quale è giunto il momento di porre un freno”.
Sulla stessa linea anche l'Assessora Rita Dedola che ha aggiunto: “Il fatto che ancora oggi ci troviamo in una situazione nella quale gli atti di bullismo proliferano, evidentemente comporta la conseguenza che ancora non ne abbiamo preso in mano le sue estrinsecazioni. Per questo apprezzo il lavoro di Pisano e del suo gruppo perché occorre grande professionalità nell’affrontare il problema. Ci vuole la capacità di intercettare questi ragazzi, il loro linguaggio e il loro modo di pensare altrimenti non riusciamo ad introdurre valori diversi da quelli di prevaricazione sistematica. Le scuole stanno facendo la loro parte con spirito di dedizione e fatica ma tutta la comunità insieme deve darsi da fare. L’esempio è importante e se noi adulti continuiamo ad esprimerci con linguaggio violento e poco rispettoso, anche i figli agiranno nello stesso modo”.

“Sono appena uscita da scuola – il contributo di Antonella Scarfò -  e lo stento come un problema della mia generazione. Nella relazione si evincono aspetti drammatici della nostra generazione: non essere accettati o la misoginia. Insegniamo ai giovani a non imitare il branco e a non seguire gli esempi sbagliati, informandoli sulle conseguenze delle loro azioni. Il giovane va ascoltato ed è necessario entrare dentro la loro vita in modo da riuscire a emarginare il problema. Come? Mettendo in campo i giovani professionisti e tutti quei profili che possano mandare dei messaggi educativi. Chi riveste un ruolo fondamentale sono i genitori che devono vigilare, ma anche le scuole e le comunità possono giocare una parte molto importante”.

A chiudere il giro degli interventi, prima della firma della “Carta di Piazza Yenne” è stata Stefania Loi. “Queste manifestazioni sono sintomatiche di un vuoto esistenziale da parte dei nostri ragazzi. Stanno emergendo tante criticità che ci interrogano come singoli, come genitori, come insegnati, educatori e come società. Oggi questo è un primo passo perché si possa combattere questo fenomeno in sinergia con tute le istituzioni. Il mio auspicio è che si riesca a creare una rete perché i giovani non hanno bisogno di soli aspetti sanzionatori ma è importante capire cosa conduce a questi comportamenti e colmare queste criticità”.
Rightbar
  • 16 dicembre 2019